▪ Anno nuovo, città nuova

Voglia di mettersi in gioco, sete di nuove esperienze, dare uno strappo alla routine. Questo è ciò che mi dà la carica per trasferirmi nella capitale del Bel Paese. Nonostante sia stata più volte a Roma, la lista delle cose da vedere è lunghissima e quella dei buoni propositi pare infinita. Attivo il radar “be surprised, be curious” come sono solita fare ogni volta che mi trovo in un contesto cittadino diverso e mi trasformo in una spugna per assorbire tutte le peculiarità sociali e culturali

Lungotevere – Roma | Gennaio 2020 © Monica Maida

Abbandono la nebbia in Val Padana poco dopo Natale e lascio che cielo terso e giornate calde mi diano il benvenuto in Lazio: è la volta buona che finalmente riesca ad apprezzare l’inverno come avrei sempre voluto.
In queste prime settimane ho maturato considerazioni legate a stereotipi e convinzioni varie che solo nei prossimi mesi potrò comprovare o smentire, confermando o ribaltando la classifica come il buon Ale Borghese insegna. 

Piazza Navona – Roma | Gennaio 2020 © Monica Maida

È bastato poco per capire che una delle rivelazioni più salienti che si possa fare ad un concittadino è dichiarare in che quartiere vivi, quasi come se fosse un codice identificativo che racconti di te molto più di quanto tu possa fare con una dettagliata biografia. Data l’estensione della città pare che si tenda ad uscire nel proprio quartiere così da non affrontare case libri auto viaggi fogli di giornale per prendere un caffè con un’amica. Comunque vada, ovunque tu vada, la risposta è prevedibile:
“Prendi i mezzi pubblici? Sei spacciato.”
Prendi la tua macchina? Resti imbottigliato.”

Basilica di San Giovanni in Laterano – Roma | Gennaio 2020 © Monica Maida

Quel che più mi abbaglia è la perenne sensazione di essere in vacanza, non tanto per la distanza dalla mia città natale quanto per il verso dei gabbiani che echeggia nell’aria la mattina e per i pini marittimi che si palesano ovunque durante il giorno, due elementi che ho sempre associato alle zone marittime. Cerco l’estate tutto l’anno e all’improvviso sembra di stare al mare. A gennaio. A Roma.

Mesi fa mi domandai se ci si possa abituare alla bellezza di questa città (leggi l’articolo qui). Sono nel posto giusto per scoprirlo e solo lo scorrere del tempo mi confiderà la risposta. Di certo qui le alternative sono parecchie, le occasioni molteplici, gli stimoli innumerevoli, le meraviglie incalcolabili. 
Ogni duecento metri, la città regala una perla monumentale ammirabile da svariate angolazioni e l’aver visto il Colosseo mille volte, non dovrebbe precluderti l’occasione di passarci davanti una volta in più: saprà ricompensati con un susseguirsi di vibrazioni positive che stentano a darti tregua

San Giovanni in Laterano – Roma | Gennaio 2020 © Monica Maida

Convinta del fatto che camminare sia il modo migliore per visitare un luogo, macino in pochi giorni miglia su miglia (manco stessi facendo una gara podistica) e mentre giro come una trottola tra rinomate strade turistiche e fatiscenti vicoli silenziosi mi rendo conto di come ci sia sempre qualcuno pronto a sfoderare il suo accento romano, parlando con un passante o inveendo contro un veicolo. 
Di questo ne son certa: romano al volante, clacson costante. 

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