▪ Quei giorni dal sapore partenopeo

Raggiungere Napoli partendo da Roma è una passeggiata. Due vicine di casa, una più affascinante dell’altra. È stato immediato pianificare una scappatella nella città della porta accanto quando ebbi la certezza di trasferirmi nella capitale. 

È sera e ad accogliermi ci pensano la pioggia che rinfresca l’aria e due amici che scaldano l’atmosfera. Inauguriamo il mio arrivo con una pizza, ben diversa da quella romana che sono ormai abituata a mangiare e dal sapore ancor più distante da quelle che spacciano come napoletane nelle altre città d’Italia. 

Napoli. Un concentrato di bellezza e peculiarità che aspetta di esser gustato con i miei occhi, una realtà nuda e cruda che si espone per quello che è, che merita di esser scoperta senza giudizio alcuno. Dai Quartieri Spagnoli a Forcella, l’essenza napoletana trasuda da ogni angolo, dai panni stesi sopra le teste dei passanti ai motorini trascurati che sfrecciano nelle strette vie. Napoli è vera, non ha filtri e lascia che le maschere vengano indossate solo da Pulcinella e dai personaggi che la rappresentano. 

Quartieri Spagnoli, Napoli | Marzo 2020 © Monica Maida

Brucio dapprima le tappe più turistiche e gettonate ma non per questo meno affascinanti e apprezzate. Percorro Spaccanapoli, arteria stradale che si estende nel cuore della città dividendo la parte nord da quella sud, e mi ritrovo incanalata in un susseguirsi di botteghe che esibiscono sul bancone prodotti che ricalcano la tipicità del luogo, dalla tombola, ai personaggi del presepe, dai taralli alla sfogliatella. 

Proseguo dritta verso la maestosa Galleria Umberto I (la cui struttura prende ispirazione dalla ben più nota Galleria Vittorio Emanuele, il salotto di cristallo a Milano) e con una manciata di passi in più eccomi a piazza del Plebiscito. Scelgo di assaporarla con calma mentre mi gusto una calda sfogliatella a lato della strada e colgo l’occasione per tentare una sfida che accetta buona parte delle persone che passano di qui: attraversare la piazza a occhi chiusi cercando di raggiungere l’estremità opposta. Cosa da principianti? Provare per credere. Io come il novantotto percento degli sfidanti non ci son riuscita. 

Piazza del Plebiscito, Napoli | Marzo 2020 © Monica Maida

Mi affaccio sul mare, sento le onde dondolare e respiro il profumo di salsedine e libertà che solo le località marittime riescono a regalare. A picco sul Tirreno c’è anche il Vesuvio la cui forma ricorda la montagnetta da riprodurre quando si prepara un buon caffè in moka. Giacché ne parlo, a Napoli il caffè ha un sapore raro e avvolgente e ha conquistato senza esitazione le mie papille gustative. 

La domenica mattina mi immergo nel Chiostro di Santa Chiara, tappa obbligatoria se vuoi catapultarti in un giardino di maioliche e ritrovarti circondato da un tripudio di profumi e colori. Un’occasione da ritagliarsi, così come un aperitivo in piazza Bellini, una vista dai belvedere che costellano la città o un pit stop presso la fermata metro Toledo, una delle più belle di tutta Europa. 

Chiostro di Santa Chiara, Napoli | Marzo 2020 © Monica Maida

In cima alle cose che mi han colpito, si piazza senza alcun dubbio il Cimitero delle Fontanelle. Se sei debole di cuore non aggiungerlo alla tua lista dei siti da vedere; se le ossa ti impressionano non cercare su Google di cosa sto parlando; se in te è sorto anche solo un briciolo di curiosità ritagliati del tempo e vai a dare un’occhiata. Si tratta di un ossario che contiene i resti di molte persone e la peculiarità sta nel fatto che, fino poco tempo fa, i napoletani potevano scegliere di curare il teschio di un’anima abbandonata in cambio di protezione. Sono nel Rione Sanità, uno dei quartieri più ricchi di storia e di tradizione di Napoli, il quartiere dove nacque Totò, il quartiere che custodisce questo cimitero unico e suggestivo. 

Prima di abbandonare la città, decido di portare a casa con me uno dei simboli della tradizione: il corno rosso. Per la cronaca, il giorno dopo che acquistai il ciondolo cominciò per tutti la quarantena. Nacque e finì così una dubbia superstizione, fino a quando scoprii che il corno porta fortuna solo se regalato. 

Piazza Bellini, Napoli | Marzo 2020 © Monica Maida

2 commenti Aggiungi il tuo

  1. novecentomilaepiu ha detto:

    mi fa piacere che tu abbia apprezzato la mia Città e tutte le cose belle che generosamente offre.
    buon prosieguo!

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    1. Monica Momo Maida ha detto:

      Merita davvero, difficile non apprezzarla 😊

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